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L'esperto consiglia....

L'esperto consiglia

Consigli utili per il soccorso di primissimo intervento

Consigli di Primo Pronto soccorso per animali domestici, kit pronto soccorso, medicina per cani

Un primo soccorso, eseguito in modo ottimale, può evitare pesanti conseguenze e, in alcuni casi, può salvare una vita. L’intervento tempestivo può essere estremamente utile, quindi, ma non sempre risolutore.

 

Il vostro cane o il vostro gatto si è ferito ad una zampa? Si è mangiato il vostro calzino? Perde tutto il pelo?

 

Se non sapete come comportarvi in questa ed altre occasioni, qui trovate preziose indicazioni che possono dimostrarsi davvero utili in attesa dell'intervento del veterinario.

 

La regola fondamentale, infatti, è quella di contattare immediatamente il veterinario, possibilmente quello di fiducia (a tal scopo tenete a disposizione il suo numero inserendolo nella rubrica del cellulare), perché conosce il vostro cane o il vostro gatto.
Spiegategli con chiarezza e sintesi l’accaduto e lo stato dell’animale e seguite le sue indicazioni.

L’intervento del veterinario deve sempre essere considerato necessario perché anche piccoli problemi potrebbero costituire i sintomi di patologie più complesse o degenerare se non correttamente trattati.

La nostra cassetta di primo soccorso

Quando si adotta un animale bisogna mettere in conto anche qualche corsa dal veterinario in tutta fretta. A Cani gatti e altri amici di casa infatti è inutile spiegare perché stare lontani da un certo pericolo: bisogna levare il pericolo dalla loro portata o metterlo in sicurezza. E mai abbassare la guardia.

Nonostante i nostri sforzi, però, l’incidente prima o poi può capitare.
Nella maggior parte dei casi di incidente domestico o d’altro tipo, l’intervento di un medico è inevitabile.

Avere una cassetta del pronto soccorso fornita di tutto il necessario per ogni eventualità, e magari anche buon manuale di pronto soccorso rapido per animali sempre a portata di mano, è fondamentale in caso di emergenza ed è quindi indispensabile quando si hanno amici pelosi.

Ma cosa dobbiamo metterci?

Ecco un elenco di cose che non dovrebbero mai mancare.

Gli indispensabili:

  • Compresse di cotone idrofilo
  • Compresse di garze sterili e bende (anche elastiche) per medicazioni
  • Protezioni sterili traspiranti per ferite da 5/7cm.
  • Rotolo di cerotto, meglio se di carta (meno doloroso da togliere)
  • Disinfettante non alcolico e/o Betadine soluzione, per disinfettare le ferite
  • Soluzione di perossido d'idrogeno al 3% (acqua ossigenata)
  • Soluzione fisiologica per la detersione degli occhi
  • Olio dermofilo per la detersione delle orecchie
  • Guanti in lattice
  • Confezioni di ghiaccio istantaneo
  • Siringhe con ago sterili da 2,5 e da 5 cl
  • Pinzette per rimuovere corpi estranei come zecche, spighe, aculei, spine e sporcizia dalle ferite
  • Forbici a punte arrotondate per tagliare garze e pelo attorno a una ferita
  • Termometro rettale
  • Museruola rapida per proteggervi dai morsi
  • Coperta termica per tenere al caldo l'animale durante il trasporto
  • Collare elisabettiano nella misura adatta al nostro animale
Come somministrargli uno sciroppo
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Lo sciroppo ed i liquidi in genere vanno somministrati con estrema cautela. La testa va mantenuta lievemente sollevata in modo da favorire la deglutizione. Se l’animale comincia a divincolarsi o a tossire, interrompete la somministrazione e lasciate che si riprenda.
Come praticare un'iniezione sottocutanea
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Dopo aver preparato la siringa contenente il farmaco da iniettare e del cotone imbevuto di disinfettante si deve avvicinare l’animale con calma parlandogli e rassicurandolo con dolcezza. Prima di utilizzare la siringa bisogna rivolgerla verso l’alto e far uscire alcune gocce di prodotto per assicurarsi che l’ago sia previo, cioè libero. La zona migliore dove effettuare le iniezioni sottocutanee è il costato: basta sollevare con le dita un”pizzicotto” di cute e, dopo averla disinfettata, infilarvi l’ago parallelamente al terreno ed iniettare il farmaco. Terminare con un massaggio. 
Come misurargli la febbre
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Nei cani e nei gatti adulti la temperatura corporea normale è di circa 38-38,2°C, mentre nei cuccioli è di circa 38,5-38,8°C. La temperatura va misurata preferibilmente al mattino o alla sera, lontano dai pasti e non immediatamente dopo una corsa o una passeggiata, al mattino di solito è più bassa che alla sera. Il rilievo termometrico viene effettuato per via rettale mediante l’utilizzo di termometri prismatici per bambini. Prima di utilizzare il termometro è opportuno lubrificarlo con olio di vaselina, al limite quello d’oliva. Si deve sollevare la coda ed infilare il termometro nell’apertura anale avendo l’accortezza di tenerlo leggermente obliquo in modo che il bulbo sia a contatto con la parete del retto. Tenerlo in posizione per circa un minuto, estrarlo e leggere la temperatura.

 

Come eliminare un corpo estraneo dalle zampe?
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Non è frequente che corpi estranei come sassolini, schegge di vetro o legno, spine o spighe di graminacee si infliggano nelle zampe di gatti e cani causando zoppicature e lesioni più o meno gravi. In particolare le spighe, i cosiddetti forasacchi, una volta penetrate nella cute continuano a progredire dando luogo alla formazione di tragitti fistolosi che, se non curati per tempo, si risolvono solo con l’intervento chirurgico.
Quando l’animale comincia a zoppicare o a non appoggiare del tutto l’arto a terra occorre, innanzitutto esaminare accuratamente la zampa colpita senza tralasciare gli spazi interdigitali: l’unico segno visibile, il più delle volte, è un piccolo forellino o un taglietto.
Una volta individuata la porta d’ingresso del corpo estraneo è possibile tentare di estrarlo schiacciando i bordi della ferita aiutandosi con una pinzetta dopo aver tagliato il pelo attorno alla zona. Nel caso in cui il tentativo vada a buon fine, una volta terminata l’estrazione, è opportuno disinfettare la ferita con acqua ossigenata ed applicare una pomata antibiotica per qualche giorno. In caso di insuccesso, dopo aver applicato un bendaggio recarsi dal veterinario
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Come eliminare un corpo estraneo dalla bocca?
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Nella bocca dei cani e dei gatti è possibile ritrovare corpi estranei appuntiti infissi nella mucosa o nel palato oppure spaghi o pezzi di elastico che si arrotolano attorno alla base della lingua. Nei cani è più frequente il riscontro di schegge d’osso o pezzi di legno provenienti dai legni lanciati per gioco dai proprietari. Esaminate accuratamente la bocca cominciando dalle labbra e dal vestibolo labiale e poi, aprendo il cavo orale, lo si esamina attentamente, osservando anche sotto la lingua. Individuato il corpo estraneo rimuovetelo solo se l’operazione è possibile senza rischiare di danneggiare ulteriormente la bocca dell’animale. Terminata l’operazione controllate la ferita, e se le sue dimensioni vi sembrano rilevanti, consultate il veterinario.
Come eliminare un corpo estraneo dalle orecchie?
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Il riscontro di corpi estranei nel condotto auricolare è più frequente nei cani con orecchie pendenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di spighe di graminacee (forasacchi) che una volta entrate, a causa della loro particolare conformazione, difficilmente vengono eliminate dal cane mediante gli scuotimenti della testa, ma tendono ad infiggersi sempre più profondamente fino ad arrivare al timpano. La presenza di spighe all’interno del condotto uditivo causa molto dolore e disagio, i cani si grattano l’orecchio colpito con insistenza emettendo guaiti e lamenti e tengono la testa storta.
Mentre un aiuto tiene saldamente il cane, occorre osservare attentamente tutto il padiglione auricolare al fine di evidenziare la presenza di ferite, poi si osserva il condotto e se si riesce ad individuare il corpo estraneo lo si afferra con l’aiuto di una pinzetta facendo attenzione a non lasciar compiere movimenti bruschi al cane. Se la spiga è situata profondamente nel condotto non si deve tentare di estrarla ad ogni costo poiché si potrebbero causare delle lesioni al timpano. In ogni caso dopo l’intervento ci si deve recare al più presto dal veterinario.

Come eseguire una fasciatura ad una zampa?
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Per prima cosa occorre coprire la ferita con la garza e poi fasciarla con la benda facendo compiere a questa delle torsioni su se stessa ogni tre o quattro giri in modo da rendere il bendaggio più saldo. Terminata la fasciatura si deve applicare il cerotto in modo da circondarla lateralmente e dorso-ventralmente e da ultimo superiormente al margine con il pelo. Per evitare che l’animale si tolga la benda è possibile ricoprirla con una piccola calza o con una retina estensibile che si può trovare in farmacia.

Come fasciare gli arti?
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La benda va avvolta attorno all’arto facendole compiere alcune torsioni su se stessa per tenerla più fissa e coprendo una superficie più vasta rispetto a quella della ferita. Terminata la fasciatura, per impedire che si muova, occorre fissarla alle estremità con un cerotto posto a cavallo tra il bendaggio ed il pelo. Ricoprire la fasciatura con le apposite retine elastiche reperibili in farmacia.
Dopo aver messo la garza sopra la ferita ed averla fissata con un cerotto, si deve procedere alla fasciatura facendo compiere alla benda diversi giri attorno al collo ed al torace, passando anche tra le zampe anteriori in modo da rendere più saldo il bendaggio. Per fissarlo è opportuno tagliare longitudinalmente nella parte centrale l’ultimo tratto della benda ed utilizzare i due lembi per formare un nodo.
Come fasciare una coscia o i glutei?
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In qualunque punto si trovi la ferita, occorre eseguire una fasciatura che comprenda cosce, fianchi ed addome. Al termine si deve tagliare longitudinalmente l’ultimo tratto di benda ed utilizzare i due lembi per formare un nodo.

Come fasciare un occhio?
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Applicate direttamente sull’occhio il tampone di garza sterile che va tenuta in sede con una fasciatura che deve essere effettuata passando la benda attorno al collo ed all’orecchio opposto. Ripetere la stessa operazione nella parte contro laterale per assicurare maggior stabilità.

Come impedirgli di mordere la fasciatura?
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Spesso cani e gatti non tollerano la presenza di fasciature e bendaggi e tentano di toglierseli in tutti i modi. Si può intervenire con il collare elisabettiano utilizzabile sia dal cane che dal gatto con disagi tutto sommato sopportabili per la maggior parte dei soggetti. Si tratta di una specie di imbuto di plastica che viene allacciato attorno al collo dell’animale in modo da contenere il collo ed il muso all’interno della parte conica. Il loro utilizzo è da limitare alle ore in cui l’animale non può essere tenuto sotto controllo. Questi collari sono reperibili in varie dimensioni nei negozi specializzati in articoli per animali.

Come diagnosticare una frattura?
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Le fratture agli arti si verificano a seguito di incidenti o maltrattamenti. Il cane o il gatto non riescono ne ad appoggiare l’arto fratturato che appare inerte ed il più delle volte gonfio e deformato. Le fratture possono essere di due tipi: “chiuse” o “aperte”. Nel primo caso la cute ed i tessuti al di sopra dell’osso fratturato sono intatti, mentre nel secondo sono lacerati ed i due monconi ossei appaiono all’esterno.

Come comportarsi di fronte a fratture aperte?
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Non si devono assolutamente muovere i due monconi ma occorre limitarsi a pulire la ferita con acqua ossigenata o acqua bollita e ricoprire l’arto con una garza sterile o con un panno pulito senza tentare di immobilizzarlo e recarsi immediatamente dal veterinario.

Cosa fare in caso di ferita da morso?
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Le ferite da morso sono frequenti nei cani e nei gatti in seguito a colluttazioni. Se la ferita è di circa due centimetri di lunghezza e poco profonda è sufficiente tagliare accuratamente il pelo ai margini della lesione e, dopo aver disinfettato con acqua ossigenata, applicare una pomata antibiotica. In questi casi una sutura non solo non è necessaria, ma è sconsigliabile poiché non consente l’allontanamento di eventuali raccolte sierose, ematiche o purulente.
Nei giorni successivi si deve tenere pulita la parte mediante lavaggi con acqua ed amuchina e schiacciare dolcemente la zona circostante per fare fuoriuscire i liquidi che possono formarsi e ripetere l’applicazione della pomata due volte al dì, somministrando, se vi è un interessamento dei tessuti circostanti, degli antibiotici per via generale. Se la ferita è ampia e vi è uno scollamento di una larga parte dei tessuti sottostante occorre lavare e disinfettare la parte; se è il caso, limitare l’emorragia applicando compresse di ghiaccio e cotone emostatico e ricorrere immediatamente all’intervento del veterinario.

Cosa fare in caso di puntura di insetto?
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Le punture d’insetto a volte causano nei cani e nei gatti una sintomatologia che mette in grave allarme i proprietari. L’animale incomincia improvvisamente a gemere ed a sfregarsi il muso, che nel giro di pochi minuti si gonfia a tal punto da rendere l’animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due sottili fessure. Si tratta di attacchi allergici provocati dalle sostanze tossiche prodotte da ragni, api e calabroni.
In rari casi l’edema può estendersi alla bocca, alla laringe ed alla faringe causando delle difficoltà respiratorie a volte con conseguenze drammatiche. Se si riesce ad individuare il luogo preciso della puntura occorre controllare che non vi sia rimasto infisso il pungiglione, che di dovrà rimuovere con una pinzetta. Sul luogo della puntura applicare del ghiaccio o compresse di acqua fredda.
La terapia per via generale è basata sulla somministrazione di cortisone per mezzo di un’iniezione sottocutanea. In assenza di miglioramenti la terapia può essere ripetuta dopo 8-10 ore. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia scompare dopo 24 al massimo 36 ore, in ogni caso è bene contattare il veterinario.

Cosa fare in caso di ingestione di sostanze tossiche?
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Sia nel caso di ingestione di sostanze che di piante velenose possono comparire le più disparate alterazioni a seconda dell’azione del principio tossico.
I sintomi più comuni sono:
– rifiuto assoluto del cibo, vomito e diarrea (a volte con sangue); possono essere anche presenti: ecchimosi diffuse sul corpo (avvelenamento da topicidi anticoagulanti) aumento della salivazione, tremori muscolari e convulsioni;
– in altri casi l’animale può apparire fortemente depresso o addirittura incosciente, con le pupille dilatate ed avere una temperatura corporea al di sotto della norma.
Non ricorrete a rimedi casalinghi, come la somministrazione di latte che in alcuni casi può peggiorare la situazione favorendo l’assorbimento del tossico, o quello di indurre il vomito, che in caso di ingestione di caustici può aumentare l’entità delle lesioni. Occorre comunque recarsi con urgenza dal veterinario.

Come curare ustioni e scottature?
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Nei cani e nei gatti le ustioni possono essere causate da incidenti domestici: contatto con acqua, caffè od olio bollenti e da eccessiva esposizione al calore del phon dopo i lavaggi. Frequentemente nei gatti randagi, l’ustione è provocata dal passaggio degli animali su parti surriscaldate delle automobili.
La gravità delle ustioni si valuta in base alla loro estensione e profondità. Nelle ustioni superficiali il pelo appare bruciacchiato e la cute è arrossata e coperta di vescicole (rigonfiamenti dell’epidermide pieni di liquido chiaro) a cui fanno seguito delle croste. In questi casi è opportuno applicare immediatamente sulla lesione dell’acqua fredda o delle compresse di ghiaccio per una ventina di minuti ed in seguito applicare un’apposita pomata contro le bruciature.
Le ustioni profonde sono caratterizzate dalla sofferenza degli strati più profondi della cute che appare erosa e di colorito nerastro o biancastro a causa della morte dei tessuti. In questi casi occorre detergere la lesione usando abbondante acqua fredda, spruzzata con siringhe, precedentemente bollita e ricoprirla con garze sterili in attesa dell’assistenza veterinaria che va ricercata con la massima urgenza.

Cosa fare se ha le convulsioni?
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Le convulsioni nel cane e nel gatto sono causate da improvvisi e repentini disturbi dell’attività cerebrale e si presentano con contrazioni e tremori che interessano tutto il corpo. Durante gli attacchi convulsivi, che possono durare da pochi secondi a qualche minuto, gli animali oltre ad essere incoscienti possono perdere feci ed urina. Le crisi possono presentarsi una sola volta nella vita o ripetersi con una frequenza variabile da poche volte l’anno a molte volte in un giorno a seconda delle cause che possono essere molte: disturbi genetici, metabolici, malattie infettive o congenite.
La comparsa di un attacco convulsivo rappresenta sempre un fatto drammatico per i proprietari che ne restano molto impressionati. Occorre restare calmi poiché nella maggior parte dei casi la crisi cessa spontaneamente. Si devono allontanare dall’animale tutti gli oggetti che potrebbero ferirlo e coprirlo con una coperta evitando di fare rumore per non aggravare il suo stato psichico.
Non bisogna scuoterlo, ma occorre parlargli a bassa voce con dolcezza. La terapia degli attacchi convulsivi richiede sempre l’intervento del veterinario, solo nei rari casi in cui la crisi non accenna a fermarsi ed il medico non può intervenire prontamente è necessario praticare del sedativo per via sottocutanea.

Cosa fare in caso di colpo di calore?
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Nei cani e nei gatti i colpi di calore si verificano soprattutto quando vengono lasciati in ambienti chiusi e poco ventilati come un’autovettura in sosta durante le giornate estive o, per quanto riguarda i cani, quando vengono sottoposti a sforzi eccessivi (corse dietro veicoli o biciclette) in giornate particolarmente calde.
I nostri animali non possono contrastare l’aumento della temperatura corporea attraverso il sudore come fa l’uomo, l’unico mezzo a loro disposizione è l’aumento della frequenza respiratoria che però in molti casi non è sufficiente. Quando si trova chiuso all’interno dell’auto incomincia ad avere caldo, si agita e si sente soffocare, le mucose paonazze, gli occhi fuori dalle orbite, la lingua a penzoloni, il suo respiro sempre più affannoso surriscalda l’aria nell’abitacolo e consuma l’ossigeno presente: la morte è per asfissia.
Occorre intervenire tempestivamente con impacchi di acqua gelata sulla testa ed immergere tutto il suo corpo in acqua fredda per cercare di riportare la temperatura a valori normali. Ci si deve recare immediatamente dal veterinario e nel frattempo iniettare per via sottocutanea dei corticosteroidi per contrastare il collasso cardiocircolatorio. Un’importantissima raccomandazione al fine di prevenire questi incidenti è quella di non lasciare mai gli animali in macchina nei mesi caldi, o almeno parcheggiare all’ombra e con i finestrini aperti non lasciandoli a lungo e di non sottoporli mai a sforzi eccessivi nelle giornate estive.

Cosa fare in caso di annegamento?
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I casi di annegamento nei cani e nei gatti non sono molto frequenti , in quanto sanno nuotare istintivamente. Può accadere però che un animale cadendo in acqua subisca dei traumi che gli rendono impossibile il nuoto o, ancora, che non riesca ad uscire dall’acqua e si sfinisca finendo con l’affogare, come accade a quei soggetti che cadono nelle piscine o nei corsi d’acqua con forti correnti e argini molto ripidi.
La prima cosa da fare è quella di allontanare l’acqua presente nei polmoni. Se si tratta di un gatto o di un cane di piccola taglia l’ideale è metterlo a testa in giù sollevandolo per gli arti posteriori comprimendo con una mano il torace per 2-3 secondi più volte per facilitare la fuoriuscita dell’acqua.
Nei cani di grossa taglia deve essere effettuato lo stesso massaggio, utilizzando entrambe le mani, mentre sono sdraiati su di un lato con la testa tenuta più bassa del corpo. La ripresa della respirazione è segnalata dalla comparsa dei movimenti respiratori e da colpi di tosse. Se non si dovessero verificare occorre praticare la respirazione artificiale in attesa dell’intervento del veterinario.

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